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…per me è più storto che diritto!

Un'altra testimonianza importante arriva da Marco Bardus, un amico da qualche mese in Finlandia. Ecco un esempio che evidenzia, soprattutto grazie ai riferimenti diretti alla FAQ del Ministero degli Esteri, le carenze legislative che, come nel caso di Marco, impediscono di fatto a chissà quante persone di esercitare il proprio diritto a votare.

Tomaso 

ciao Tomaso,

ho visto oggi il tuo blog e approvo totalmente oltre che mi sento di sostenerti in questa "battaglia". Ti riporto anche la mia esperienza di italiano che lavora all'estero. Come saprai dallo scorso agosto vivo e lavoro in Finlandia, a Savonlinna, a circa 260 km dalla capitale. Dopo i primi sei mesi di stage sono stato assunto a tempo determinato per altri sei mesi nella stessa organizzazione.

Quando partii ad agosto dell'anno scorso ancora non pensavo si sarebbe posto il "problema voto", anche perché sarei dovuto rientrare in patria in febbraio. Le cose sono andate come sono andate e mi trovo felicemente nel paese di Babbo Natale, ma anche da qua non posso votare.

Il o i perché sono chiari e sono riassunti nei punti delle FAQ che hai linkato su questo blog.

  1. non sono residente all'estero e non faccio parte delle liste "circoscrizione estero" (ma cos'è la legione straniera?) perché per altri sei mesi non cambio residenza! ma mi chiedo, se fossi all'estero solo per un viaggio di poche settimane la cosa cambierebbe? la domanda è ovviamente retorica…
  2. il voto con "opzione" non mi conviene perché tornare in Italia mi costerebbe metà almeno dello stipendio e mi ci vogliono almeno 2 giorni di viaggio. Un weekend e circa 600 euro per votare… mmh effettivamente ci penserei 2 vote (già fatto), anche perché: "Agevolazioni di viaggio: l'elettore residente all'estero che abbia esercitato l'opzione per esprimere il proprio voto in Italia non ha diritto ad alcun rimborso delle spese di viaggio, ma usufruisce delle agevolazioni tariffarie applicate dagli Enti interessati (Ferrovie, Autostrade, Navi etc.) sul territorio nazionale."
  3. "L'opzione va esercitata entro il 31 dicembre 2005. In caso di scioglimento anticipato delle Camere (prima del maggio 2006), l'opzione può essere esercitata entro 10 giorni dalla data dell'indizione delle votazioni. In ogni caso la comunicazione relativa all'opzione deve pervenire all'Ufficio consolare non oltre il 10mo giorno dall'indizione delle elezioni."
  4. il voto in ambasciata non si può fare semplicemente recandosi sul luogo, perché bisogna richiedere PER TEMPO documenti e plichi pagando…


ho visto e sentito che è un problema votare anche per i cittadini italiani che si trovano in altre città di residenza. Ma vi pare sia possibile?

Qua in Finlandia alle ultime elezioni presidenziali (nda – che hanno riconfermato come capo dello stato Tarja Halonen, la stessa donna che sembra essere stata conquistata dallo charme del nostro Premier, a sua detta) i cittadini hanno votato negli uffici postali e nei comuni di qualsiasi città. Forse questa pratica è dovuta al fatto che i finlandesi viaggiano parecchio all'interno del loro paese e non abitano quasi mai nello stesso posto per tutta la vita, ma mi sembra una buona idea.

Se le poste italiane si incaricassero di raccogliere le buste con i voti non sarebbe male. Così almeno una discreta maggioranza di votanti potrebbe esercitare il loro voto.

Questa era in breve la mia esperienza vissuta. Sicuramente non c'è nulla di nuovo sotto il sole, ma volevo contribuire a questo blog.

A presto!

marco

7 April 2006 at 22:18 Leave a comment

L’esperienza insegna

Un altro interessantissimo contributo arriva proprio dalla Lituania, in cui al momento risiedo. Ho tradotto l’articolo e lascio l’originale per correttezza. Ascoltiamo la voce dell’esperienza!

Tomaso

Ciao tutti!

Non scriverò in italiano solo perché la mia conoscenza di questa bella lingua non me lo permette, ma voglio davvero lasciare il mio commento su questo BLOG dal momento che vengo da uno Stato post-sovietico, la Lituania (forse non molti sanno dove si trova, ma esistiamo e sono passati già 15 anni dacché siamo usciti dall’Unione Sovietica).

Siccome i problemi di voto mi sono familiari, specialmente prima del 1991, quando tutte le elezioni erano “costruite”, voglio dire che adesso la situazione che Tomaso e gli altri all’estero stanno vivendo è abbastanza simile.

Sono rimasta molto sorpresa nel sapere che in Italia (Stato con un’alta reputazione) succedono cose come: non potete votare, la gente viene invitata a NON votare. Sono rimasta scioccata nel sentire questa frase dai vostri politici: andate in montagna o al mare, ma non andate a votare.

Sono triste, sono molto triste perché si fa in modo che la gente non veda, penso che questo problema si riscontri quasi dappertutto negli Stati occidentali. E allora, sveglia. Ce n’è bisogno, perché domani potrebbero esservi proibite cose molto più semplici che non il votare. L’esempio di oggi potrebbe essere: non potete campeggiare nel bosco dove volete (!!!).

Tomaso, sono dalla tua parte e da quella di tutti gli italiani che vogliono votare, ti auguro di avere qualche risultato.

saluti

Jolija

ciao tutti!

I will not write in italian, just because my knowledge of this nice language is not enough, but I really want to leave my comment in this BLOG as I’m coming from post sovietic country – Lithuania (maybe not a lot of people knows where is it, but we are and already 15 years out of Soviet Union).

As I am familiar with voting problems, especially before 1991, when all the elections were “made”, I want to say that now the situation that Tomaso and others abroad have is kinda similar.

I was very surprised that in Italy (highly considered country) are happening such things as: you can’t vote, people are supported NOT to vote. I was shocked to hear such a sentence from one of your politics: go to the mountains or near the sea, but do not go to vote.

I’m sad. I’m very sad because people are made not to see, I think that such problem is almost everywhere in western countries. So, wake up. It’s needed, because the next day you’ll not be allowed much more simple things than voting. Today’s example could be: you can’t go to camp in the forest where you want (!!!)

Tomaso, I’m supporting you and all the italians who want to vote, I wish you to gain some results.

saluti

Jolija

2 March 2006 at 19:43 Leave a comment


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