Posts filed under ‘Storie’

Schede sospette

Alle volte succedono cose strane, come testimonia questa lettera di Maddalena che "trapianto" dai commenti perché mi sembra più che degna di attenzione. Qualcuno sa rispondere ai suoi interrogativi? Le schede che ha ricevuto non saranno mica prive di validità?

Tomaso 

— 

Salve! Sono un’italiana residente a Parigi ed iscritta all’AIRE; La scorsa settimana ho ricevuto le schede per il voto ma non sono ne’ timbrate, ne’ firmate. Quando ero in Italia, ho fatto qualche volta il segretario di seggio e timbro e firma erano la convalida della scheda prima dell’espressione del voto. Come mai le schede degli italiani all’estero non hanno bisogno di essere vidimate?? Siamo proprio sicuri che vengano utilizzate??? Al consolato non mi hanno saputo dare spiegazioni. Qualcuno ne sa qualche cosa?

Maddalena Bertini 

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6 April 2006 at 15:06 Leave a comment

Sorprese per chi torna a casa

Franco è da poco tornato dall'Australia e si è trovato in una situazione paradossale: a causa dell'ormai innegabile mancanza di informazione e di coordinamento efficace in materia elettorale, pur essendo rientrato in Italia non potrà votare… Non siamo forse già oltre il limite dell'assurdo?

Tomaso

Sono un connazionale emigrato molti anni fa in Australia e regolarmente iscritto nelle liste dell' Aire. Sono in Italia dallo scorso ottobre e questo consulto elettorale mi e' piovuto addosso inaspettato.

Dovendo votare ho interpellato gli uffici Aire per la dovuta prassi , ma mi e' stato risposto che dovevo avvisare il mio consolato di appartenenza per scegliere l' opzione "voto in Italia", prima, se rammento la data, del 21 gennaio 06.  Purtroppo la data e' trascorsa da un pezzo e mi rammarico di essere nella situazione di non votare e, per di piu' essere passibile di multa per questo.

Mi sono lamentato telefonicamente con un "ufficio preposto" (Farnesina???) che dall'alto della cattedra mi ha quasi tacciato dell'imbecille poiche', a loro detta tutti i giornali "locali" (delle circoscrizioni elettorali estere) sono stati incaricati della notifica eche potevo, a proprio tempo, notificare il consolato di appartenenza.

Ma come si puo' pretendere, mi chiedo io, di telefonare dall'Italia ad un consolato che dista ben 10 fusi orari, quindi tenendo presente che non ho telefono fisso, che con l'esoso costo per l' uso del cellulare, che se fortunato avrei potuto parlare con un addetto consolare dopo una mezz'ora pur restando inteso che avessero potuto accettare una miadichiarzione fatta al telefono.

Dopo tutto cio' la persona dell' ufficio preposto ha aggiunto che essendo arrivato in Italia lo scorso Ottabre rischiavo di essere anche cancellato dall' Aire perche' fuori dalla mia circoscrizione da oltre sei mesi..  Ho ribadito che ero ignorante di tale legge e che avreivoluto saperne di piu'. Per tutta risposta ho avuto un invito a cercarmi (su internet?) la circolare ministeriale (Interno) del 15 gennaio 04.

Vorrei essere, come tanti, ligio ma credo sia difficile non conoscendo le leggi, leggine, regole che con tanto fervore vengono emesse ma pubblicizzate con scarso entusiasmo.. possibile che a nessuno venga in mente che gli emigrati potrebbero anche avere difficolta' con l'italiano, il legalese, il politichese, ecc.

Scusate lo sfogo, ma sento proprio di non aver diritti

Franco Parignani 

31 March 2006 at 10:06 1 comment

Italiani in Italia

Pubblico la lettera che ho ricevuto da Nicoletta, che ringrazio. A quanto pare votare non è tanto facile neanche per gli italiani in Italia. Mi unisco al suo interrogativo: com'è possibile?

Tomaso

Ciao a tutti

mi chaimo Nicoletta sono della provincia di Reggio Calabria ma Studio presso l'Università di Padova!

Per motivi di lavoro ma soprattutto di studio (ho un esame proprio giorno 10) non ho la possibilità di poter tornare a casa e votare; da qualche settimana mi sto mobilitando per cercare informazioni su come posso esprimere il mio voto a Padova senza dover obbligatoriamente perdere giorni di lavoro e soprattutto l'ultimo esame che mi permetterà di laurearmi!

Tra le varie informazioni raccolte fino ad ora, nessuna positiva…la domanda sorge spontanea: "Com è possibile che essendo in Italia e votando per le nazionali io non possa esprimere il mio voto????…" Non mi meraviglio affatto che quelli che momentaneamente sono all'estero non possano!!!!!!

Ciao a tutti e BuonaFortuna

Nicoletta

30 March 2006 at 9:11 2 comments

Studenti italiani in Europa

Pubblico la storia di Camilla, studentessa di Verona in Belgio per motivi di studio. Le sue domande offrono degli interessanti spunti di riflessione e, se quello che ha sentito dire dell’Univeristà di Bologna è vero, anche esempi di buona prassi, sicuramente meritevoli di essere imitati!

Tomaso

Salve a tutti

Sono una ragazza di 24 anni, sono di Verona e studio all’Università di Padova.

Attualmente mi trovo,per un periodo di studio, a Gent, Belgio.

Qui sono ufficialmente registrata all’ufficio cittadino, dove attualmente ho ricevuto un permesso di studio. Avrei tenuto tantissimo a votare alle prossime elezioni ma, da quello che mi pare di capire, non sarà possibile.

Mi è stato riferito però che, negli scorsi anni, l’Università di Bologna avesse allestito dei seggi per permettere il voto ai cittadini fuori sede. Corrisponde a verità?

Se si, perchè non è possibile che le Università (almeno all’interno della Comunità Europea) stipulino degli accordi a questo proposito?

La mia testimonianza probabilmente non aiuterà nessuno visto che ormai la situazione non è modificabile, volevo solo esprimere la mia solidarietà a tutti quelli che, come me, si vedono privati di uno dei più sacrosanti diritti costituzionali.

Buona Fortuna a Tutti

Camilla Tornasi

18 March 2006 at 16:59 Leave a comment

Quando tutto era diverso

Ringrazio Giampaolo per avermi spedito delle considerazioni che pubblico con piacere. E’ particolarmente interessante per me notare quanto piccoli cambiamenti nel tempo possano accumularsi fino a capovolgere le situazioni!

Invito chi lo voglia a commentare l’articolo o a spedirmene uno proprio all’indirizzo email del blog: dirittodivoto@gmail.com.

Tomaso

Da molto tempo ormai mi trovo a lamentare, in varie occasioni, la scomparsa del termine che tu hai usato “DIRITTO-DOVERE di voto”.

Nella sostanza non cambia gran che: abbiamo difficoltà ad espletare il nostro voto, e temo che sempre di più ne incontreremo.

Però due semplici e lineari considerazioni mi preme farle.
La prima è che se il voto è un nostro diritto nei confronti dello Stato, lo Stato deve riconoscercelo sempre, e così riconoscerlo a voi alle stesse condizioni di chi è presente sul territorio nazionale, a meno che non voglia risultare non democratico.
La seconda è più grave: essendo il voto un nostro dovere nei confronti dello Stato, lo Stato che non lo esige di fatto acconsente all’equivalente di un’evasione. Voglio dire che come è nostro dovere pagare le tasse, e lo Stato si tutela attraverso un intero esercito di Finanzieri, Carabinieri, Doganieri e quant’altro per accertarsi di incamerare il denaro, così dovrebbe fare per accertarsi che noi espletiamo il nostro dovere di voto.

Peraltro non mi risulta sia da molto che lo Stato tenda quasi a “temere” il voto.

Io ho 54 anni e ricordo che quando inziai a votare (a 21 anni perché noi eravamo molto meno intelligenti di voi giovani d’oggi che siete già maggiorenni, responsabili e autonomi a 18 anni) vigevano serie pene nei confronti di chi non espletava il suo DOVERE di voto, arrivando addirittura fino a negare il passaporto a chi non avesse votato qer quattro volte (se ricordo bene), contando tutto, dalle amministrative alle politiche ai referendum e sa solo Dio cos’altro.

E ricordo che per gli Italiani all’estero vigevano tariffe ferroviarie e navali particolarissime, a prezzi quasi insignificanti, tanto che gli emigranti che non avevano fatto fortuna ma sbarcavano alla meno peggio il lunario, pregavano Dio che cadesse l’ennesimo governo e il capo dello stato di turno indicesse nuove elezioni, perché così si sarebbero potuti permettere di tornare a casa a salutare vecchi e parenti a tariffe accettabili. E il datore di lavoro non poteva rifiutare il permesso, proprio perché il dipendente esercitava oltre che un suo diritto pure un suo dovere, regolamentato anche dagli accordi internazionali.

Pare incredibile come tanti non si siano accorti di quanto siamo stati derubati, e veniamo derubati di continuo.

Che sia iniziato più o meno quando qualcuno (che portava vistosi occhiali con la montatura rossa e nell’italianissimo cognome evidenziava una stranissima “x”) invitò gli Italiani a seguire il suo esempio andando al mare anziché ai seggi in occasione di una tornata referendaria che, tra l’altro, riguardava caccia, finanziamento ai partiti e pubblicità in televisione? Sì, quello che al mare c’è andato in Tunisia dopo aver comprato con le nostre tasse mezza Hammamet!

Non ho mai votato né quello con la x di Hammamet né quello con le televisioni, ma comunque alle volte mi vergogno ancora per il fatto di essere nato in Italia e di avere il passaporto italiano.

Fortuna che almeno il mio cognome è armeno. Che fregatura e che vergogna se mi chiamassi Nero Benito… potrei salvarmi un po’ la faccia sposando una Culetto Rosa?

Ti auguro di farcela con la Presidenza del Consiglio dei Ministri delle televisioni e delle grandi opere, che ti concedano di votare il Lituania o quantomeno di rientrare in Italia a spese di tutti noi.

Se anche rientraste a spese della comunità tutti voi che per volontariato, per lavoro e per studio siete all’estero, ci costereste come una delle tante giterelle che i nostri sedicenti “rappresentanti” si fanno in giro per il mondo solo per poter raccontare a chi non conosce l’inglese che “con Bush e Blair ci diamo del tu”. E pensare che quei cretini che parlano inglese danno del “you”, dunque del voi, anche alla mamma e al papà!

Mah. Forse è meglio che mi fermi qui!

Tanti auguri a tutti per il diritto di voto, ma anche per il diritto e basta e per il dovere

GiPiBi

28 February 2006 at 10:43 Leave a comment

Apre il blog!

Un benvenuto a tutte e a tutti!

Apro questo blog per dare voce a quanti, come me, si trovano temporaneamente all’estero e pur essendo italiani vedono di fatto negata o fortemente ostacolata la possibilità di esercitare il proprio diritto-dovere al voto.

Comincerò raccontandovi la mia storia.

Mi chiamo Tomaso e sono un volontario del Servizio Civile Nazionale all’estero. Presto servizio in Lituania presso un’organizzazione non governativa impegnata nel settore del volontariato internazionale e delle attività interculturali. Ho un regolare contratto stipulato con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le mie tasse vanno al Tesoro italiano. Sono quindi, a tutti gli effetti, un dipendente dello Stato italiano.

Per poter votare nell’ambasciata italiana a Vilnius dovrei essere iscritto all’AIRE (Associazione Italiana Residenti all’Estero). Ma ciò è impossibile! L’iscrizione, infatti, è possibile solo essendo in possesso di un permesso di soggiorno permanente.

Interpellato dalla mia associazione d’invio l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile non ha ancora proposto alcuna soluzione.

Tutto ciò a poco più di un mese dalle prossime elezioni.

In sostanza sembra che l’unico modo in cui un volontario del Servizio Civile all’estero possa votare sia prendere ferie e pagarsi un viaggio di andata e ritorno.

Ma la situazione è comune a molti: basta leggere le lettere pubblicate sul blog di Beppe Grillo e i relativi commenti per rendersene conto.

Pubblicherò volentieri i contributi di quanti vorranno raccontare la loro storia o dire la propria opinione scrivendo all’indirizzo email del blog: dirittodivoto@gmail.com.

Non ho intenzione di moderare i commenti agli articoli: vorrei infatti che questo rimanesse uno spazio di libera espressione regolato dal buon senso e dal rispetto reciproco, anche nel caso di discussioni particolarmente accese!

Tomaso

25 February 2006 at 17:27 6 comments


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