Quando tutto era diverso

28 February 2006 at 10:43 Leave a comment

Ringrazio Giampaolo per avermi spedito delle considerazioni che pubblico con piacere. E’ particolarmente interessante per me notare quanto piccoli cambiamenti nel tempo possano accumularsi fino a capovolgere le situazioni!

Invito chi lo voglia a commentare l’articolo o a spedirmene uno proprio all’indirizzo email del blog: dirittodivoto@gmail.com.

Tomaso

Da molto tempo ormai mi trovo a lamentare, in varie occasioni, la scomparsa del termine che tu hai usato “DIRITTO-DOVERE di voto”.

Nella sostanza non cambia gran che: abbiamo difficoltà ad espletare il nostro voto, e temo che sempre di più ne incontreremo.

Però due semplici e lineari considerazioni mi preme farle.
La prima è che se il voto è un nostro diritto nei confronti dello Stato, lo Stato deve riconoscercelo sempre, e così riconoscerlo a voi alle stesse condizioni di chi è presente sul territorio nazionale, a meno che non voglia risultare non democratico.
La seconda è più grave: essendo il voto un nostro dovere nei confronti dello Stato, lo Stato che non lo esige di fatto acconsente all’equivalente di un’evasione. Voglio dire che come è nostro dovere pagare le tasse, e lo Stato si tutela attraverso un intero esercito di Finanzieri, Carabinieri, Doganieri e quant’altro per accertarsi di incamerare il denaro, così dovrebbe fare per accertarsi che noi espletiamo il nostro dovere di voto.

Peraltro non mi risulta sia da molto che lo Stato tenda quasi a “temere” il voto.

Io ho 54 anni e ricordo che quando inziai a votare (a 21 anni perché noi eravamo molto meno intelligenti di voi giovani d’oggi che siete già maggiorenni, responsabili e autonomi a 18 anni) vigevano serie pene nei confronti di chi non espletava il suo DOVERE di voto, arrivando addirittura fino a negare il passaporto a chi non avesse votato qer quattro volte (se ricordo bene), contando tutto, dalle amministrative alle politiche ai referendum e sa solo Dio cos’altro.

E ricordo che per gli Italiani all’estero vigevano tariffe ferroviarie e navali particolarissime, a prezzi quasi insignificanti, tanto che gli emigranti che non avevano fatto fortuna ma sbarcavano alla meno peggio il lunario, pregavano Dio che cadesse l’ennesimo governo e il capo dello stato di turno indicesse nuove elezioni, perché così si sarebbero potuti permettere di tornare a casa a salutare vecchi e parenti a tariffe accettabili. E il datore di lavoro non poteva rifiutare il permesso, proprio perché il dipendente esercitava oltre che un suo diritto pure un suo dovere, regolamentato anche dagli accordi internazionali.

Pare incredibile come tanti non si siano accorti di quanto siamo stati derubati, e veniamo derubati di continuo.

Che sia iniziato più o meno quando qualcuno (che portava vistosi occhiali con la montatura rossa e nell’italianissimo cognome evidenziava una stranissima “x”) invitò gli Italiani a seguire il suo esempio andando al mare anziché ai seggi in occasione di una tornata referendaria che, tra l’altro, riguardava caccia, finanziamento ai partiti e pubblicità in televisione? Sì, quello che al mare c’è andato in Tunisia dopo aver comprato con le nostre tasse mezza Hammamet!

Non ho mai votato né quello con la x di Hammamet né quello con le televisioni, ma comunque alle volte mi vergogno ancora per il fatto di essere nato in Italia e di avere il passaporto italiano.

Fortuna che almeno il mio cognome è armeno. Che fregatura e che vergogna se mi chiamassi Nero Benito… potrei salvarmi un po’ la faccia sposando una Culetto Rosa?

Ti auguro di farcela con la Presidenza del Consiglio dei Ministri delle televisioni e delle grandi opere, che ti concedano di votare il Lituania o quantomeno di rientrare in Italia a spese di tutti noi.

Se anche rientraste a spese della comunità tutti voi che per volontariato, per lavoro e per studio siete all’estero, ci costereste come una delle tante giterelle che i nostri sedicenti “rappresentanti” si fanno in giro per il mondo solo per poter raccontare a chi non conosce l’inglese che “con Bush e Blair ci diamo del tu”. E pensare che quei cretini che parlano inglese danno del “you”, dunque del voi, anche alla mamma e al papà!

Mah. Forse è meglio che mi fermi qui!

Tanti auguri a tutti per il diritto di voto, ma anche per il diritto e basta e per il dovere

GiPiBi

Advertisements

Entry filed under: Storie.

Apre il blog! Una mattinata al telefono

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Calendar

February 2006
M T W T F S S
    Mar »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728  

Most Recent Posts


%d bloggers like this: