Archive for March, 2006

Sorprese per chi torna a casa

Franco è da poco tornato dall'Australia e si è trovato in una situazione paradossale: a causa dell'ormai innegabile mancanza di informazione e di coordinamento efficace in materia elettorale, pur essendo rientrato in Italia non potrà votare… Non siamo forse già oltre il limite dell'assurdo?

Tomaso

Sono un connazionale emigrato molti anni fa in Australia e regolarmente iscritto nelle liste dell' Aire. Sono in Italia dallo scorso ottobre e questo consulto elettorale mi e' piovuto addosso inaspettato.

Dovendo votare ho interpellato gli uffici Aire per la dovuta prassi , ma mi e' stato risposto che dovevo avvisare il mio consolato di appartenenza per scegliere l' opzione "voto in Italia", prima, se rammento la data, del 21 gennaio 06.  Purtroppo la data e' trascorsa da un pezzo e mi rammarico di essere nella situazione di non votare e, per di piu' essere passibile di multa per questo.

Mi sono lamentato telefonicamente con un "ufficio preposto" (Farnesina???) che dall'alto della cattedra mi ha quasi tacciato dell'imbecille poiche', a loro detta tutti i giornali "locali" (delle circoscrizioni elettorali estere) sono stati incaricati della notifica eche potevo, a proprio tempo, notificare il consolato di appartenenza.

Ma come si puo' pretendere, mi chiedo io, di telefonare dall'Italia ad un consolato che dista ben 10 fusi orari, quindi tenendo presente che non ho telefono fisso, che con l'esoso costo per l' uso del cellulare, che se fortunato avrei potuto parlare con un addetto consolare dopo una mezz'ora pur restando inteso che avessero potuto accettare una miadichiarzione fatta al telefono.

Dopo tutto cio' la persona dell' ufficio preposto ha aggiunto che essendo arrivato in Italia lo scorso Ottabre rischiavo di essere anche cancellato dall' Aire perche' fuori dalla mia circoscrizione da oltre sei mesi..  Ho ribadito che ero ignorante di tale legge e che avreivoluto saperne di piu'. Per tutta risposta ho avuto un invito a cercarmi (su internet?) la circolare ministeriale (Interno) del 15 gennaio 04.

Vorrei essere, come tanti, ligio ma credo sia difficile non conoscendo le leggi, leggine, regole che con tanto fervore vengono emesse ma pubblicizzate con scarso entusiasmo.. possibile che a nessuno venga in mente che gli emigrati potrebbero anche avere difficolta' con l'italiano, il legalese, il politichese, ecc.

Scusate lo sfogo, ma sento proprio di non aver diritti

Franco Parignani 

31 March 2006 at 10:06 1 comment

Italiani in Italia

Pubblico la lettera che ho ricevuto da Nicoletta, che ringrazio. A quanto pare votare non è tanto facile neanche per gli italiani in Italia. Mi unisco al suo interrogativo: com'è possibile?

Tomaso

Ciao a tutti

mi chaimo Nicoletta sono della provincia di Reggio Calabria ma Studio presso l'Università di Padova!

Per motivi di lavoro ma soprattutto di studio (ho un esame proprio giorno 10) non ho la possibilità di poter tornare a casa e votare; da qualche settimana mi sto mobilitando per cercare informazioni su come posso esprimere il mio voto a Padova senza dover obbligatoriamente perdere giorni di lavoro e soprattutto l'ultimo esame che mi permetterà di laurearmi!

Tra le varie informazioni raccolte fino ad ora, nessuna positiva…la domanda sorge spontanea: "Com è possibile che essendo in Italia e votando per le nazionali io non possa esprimere il mio voto????…" Non mi meraviglio affatto che quelli che momentaneamente sono all'estero non possano!!!!!!

Ciao a tutti e BuonaFortuna

Nicoletta

30 March 2006 at 9:11 2 comments

Studenti italiani in Europa

Pubblico la storia di Camilla, studentessa di Verona in Belgio per motivi di studio. Le sue domande offrono degli interessanti spunti di riflessione e, se quello che ha sentito dire dell’Univeristà di Bologna è vero, anche esempi di buona prassi, sicuramente meritevoli di essere imitati!

Tomaso

Salve a tutti

Sono una ragazza di 24 anni, sono di Verona e studio all’Università di Padova.

Attualmente mi trovo,per un periodo di studio, a Gent, Belgio.

Qui sono ufficialmente registrata all’ufficio cittadino, dove attualmente ho ricevuto un permesso di studio. Avrei tenuto tantissimo a votare alle prossime elezioni ma, da quello che mi pare di capire, non sarà possibile.

Mi è stato riferito però che, negli scorsi anni, l’Università di Bologna avesse allestito dei seggi per permettere il voto ai cittadini fuori sede. Corrisponde a verità?

Se si, perchè non è possibile che le Università (almeno all’interno della Comunità Europea) stipulino degli accordi a questo proposito?

La mia testimonianza probabilmente non aiuterà nessuno visto che ormai la situazione non è modificabile, volevo solo esprimere la mia solidarietà a tutti quelli che, come me, si vedono privati di uno dei più sacrosanti diritti costituzionali.

Buona Fortuna a Tutti

Camilla Tornasi

18 March 2006 at 16:59 Leave a comment

Conferme

Ringrazio l’On. Antonio Di Pietro per l’interesse che ha dimostrato e per i suoi commenti che trascrivo qui sotto. Lascio gli originali dove sono, ovvero tra i commenti al primo articolo pubblicato su questo blog.

Tomaso

  • 4. Anonymous | March 8th, 2006 at 17:55Gentile Tommaso,

    Il mio ufficio stampa ha parlato direttamente con l’Aire e poi con il Ministero degli Interni. Purtroppo ha ragione. Lei non può votare, a meno che non torni in Italia a spese sue. Lo conferma l’ufficio elettorale del ministero degli interni, citando la legge 3/01/06 convertito in legge il 27/01/06. Di fronte a una situazione come questa, a dir poco imbarazzante, mi preme soltanto dire che una delle cose che il prossimo goveno dovrà fare è modificare questa legge. Non so come e in che termini, ma va cambiata.

    Altro che tutela degli italiani all’estero da parte dei signori della CDL. Solo la tutela dei loro interessi hanno dimostrato di saper fare, quelli sì, eccome! Nulla di più. Chiedo scusa per questa assurdità a nome di tutti gli italiani.

    Un saluto cordiale
    Antonio Di Pietro

  • 5. Anonymous | March 8th, 2006 at 17:56Errata corrige
    scusa l’inciampo è il decreto legge 3/01/06 convertito in legge il 27/01/06

    Saluti
    ADP

  • 6. Anonymous | March 8th, 2006 at 18:01Aggiungo,
    Come tu hai ben precisato nell’ultimo post, il rimborso, se avverrà, avverrà chissà quando, in linea col nostro sistema un po’ rallentato, tanto da far venir voglia di desistere.

    Di nuovo e scusate l’intromissione
    Antonio Di Pietro

9 March 2006 at 19:25 Leave a comment

Un’amara vittoria

Oggi ho ricevuto, tramite la mia organizzazione d’invio, una comunicazione da parte dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile con le disposizioni per i volontari, il cui contenuto mi lascia interdetto. Ne riporto il testo che commenterò più sotto.

ELEZIONI POLITICHE DEL 9 E 10 APRILE 2006 PERMESSI STRAORDINARI AI VOLONTARI IN SERVIZIO PER L’ESERCIZIO DEL DIRITTO DI VOTO.

ELEZIONI POLITICHE DEL 9 E 10 APRILE 2006 -
PERMESSI STRAORDINARI AI VOLONTARI IN SERVIZIO PER L’ESERCIZIO DEL DIRITTO DI VOTO.

In occasione delle prossime elezioni indette per il 9 e 10 Aprile, onde consentire ai volontari in Servizio Civile impiegati in Italia l’esercizio del diritto di voto, gli Enti concederanno agli stessi permessi straordinari in conformità alle disposizioni di cui alla Circolare 30/9/2004 art. 10.3 e più precisamente:
- permesso di un giorno per i volontari residenti da 50 a 300 km di distanza dal luogo di servizio;
- permesso di due giorni per i volontari residenti oltre 300 km di distanza dal luogo di servizio.

Ai volontari in Servizio Civile impiegati al di fuori del territorio nazionale che volessero rientrare in Italia per esercitare il diritto di voto, gli Enti concederanno permessi straordinari nelle seguenti misure:
- permesso di un giorno per votare + due giorni di viaggio ai volontari impegnati in progetti in Europa;
- permesso di un giorno per votare + quattro giorni di viaggio ai volontari impegnati in progetti in paesi extra europei.

I giorni di permesso concessi sono da computare come giorni di servizio prestato e non andranno decurtati dai giorni di licenza spettanti.

L’UNSC (UFFICIO NAZIONALE PER IL SERVIZIO CIVILE) provvederà al rimborso del costo del biglietto a domanda degli interessati alla quale dovrà essere allegato oltre il titolo di viaggio anche la copia della tessera elettorale con timbro attestante l’avvenuto esercizio del diritto di voto.

La circolare è del 30/09/2004. Non ci sono scuse per la disinformazione con cui mi sono scontrato. L’USCN ha impiegato un mese per scoprire l’acqua calda.

Dobbiamo provvedere all’acquisto del biglietto. Se a me questo non crea grandi problemi, per un volontario in Sud America o in Sri Lanka significa investire migliaia di Euro. Sono convinto che la maggioranza dei volontari non andrà a votare, anche perché c’è chi è ancora in attesa di un rimborso di settembre.

Non votiamo dall’estero. Se tutti andassero a votare l’ammontare dei rimborsi dei titoli di viaggio sarebbe di centinaia di migliaia di Euro, una spesa a carico degli italiani che si potrebbe e si dovrebbe risparmiare.

Tomaso

8 March 2006 at 16:57 Leave a comment

L’esperienza insegna

Un altro interessantissimo contributo arriva proprio dalla Lituania, in cui al momento risiedo. Ho tradotto l’articolo e lascio l’originale per correttezza. Ascoltiamo la voce dell’esperienza!

Tomaso

Ciao tutti!

Non scriverò in italiano solo perché la mia conoscenza di questa bella lingua non me lo permette, ma voglio davvero lasciare il mio commento su questo BLOG dal momento che vengo da uno Stato post-sovietico, la Lituania (forse non molti sanno dove si trova, ma esistiamo e sono passati già 15 anni dacché siamo usciti dall’Unione Sovietica).

Siccome i problemi di voto mi sono familiari, specialmente prima del 1991, quando tutte le elezioni erano “costruite”, voglio dire che adesso la situazione che Tomaso e gli altri all’estero stanno vivendo è abbastanza simile.

Sono rimasta molto sorpresa nel sapere che in Italia (Stato con un’alta reputazione) succedono cose come: non potete votare, la gente viene invitata a NON votare. Sono rimasta scioccata nel sentire questa frase dai vostri politici: andate in montagna o al mare, ma non andate a votare.

Sono triste, sono molto triste perché si fa in modo che la gente non veda, penso che questo problema si riscontri quasi dappertutto negli Stati occidentali. E allora, sveglia. Ce n’è bisogno, perché domani potrebbero esservi proibite cose molto più semplici che non il votare. L’esempio di oggi potrebbe essere: non potete campeggiare nel bosco dove volete (!!!).

Tomaso, sono dalla tua parte e da quella di tutti gli italiani che vogliono votare, ti auguro di avere qualche risultato.

saluti

Jolija

ciao tutti!

I will not write in italian, just because my knowledge of this nice language is not enough, but I really want to leave my comment in this BLOG as I’m coming from post sovietic country – Lithuania (maybe not a lot of people knows where is it, but we are and already 15 years out of Soviet Union).

As I am familiar with voting problems, especially before 1991, when all the elections were “made”, I want to say that now the situation that Tomaso and others abroad have is kinda similar.

I was very surprised that in Italy (highly considered country) are happening such things as: you can’t vote, people are supported NOT to vote. I was shocked to hear such a sentence from one of your politics: go to the mountains or near the sea, but do not go to vote.

I’m sad. I’m very sad because people are made not to see, I think that such problem is almost everywhere in western countries. So, wake up. It’s needed, because the next day you’ll not be allowed much more simple things than voting. Today’s example could be: you can’t go to camp in the forest where you want (!!!)

Tomaso, I’m supporting you and all the italians who want to vote, I wish you to gain some results.

saluti

Jolija

2 March 2006 at 19:43 Leave a comment


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